Guide alla progettazione

Reazione al fuoco dei rivestimenti a parete

Due distinzioni decidono se un rivestimento può entrare in un capitolato, e vengono confuse di continuo. La prima è fra reazione e resistenza al fuoco: sono grandezze diverse, misurate in modo diverso. La seconda è fra la classe di un prodotto e quella dell’assieme installato. Chi le tiene separate arriva al collaudo senza sorprese.

Reazione non è resistenza

Sono i due termini che si scambiano più spesso, e indicano cose che non hanno quasi nulla in comune.

La resistenza al fuoco — la sigla REI seguita da un numero di minuti — è la capacità di un elemento costruttivo di continuare a fare il suo lavoro durante un incendio: reggere il carico, impedire il passaggio delle fiamme, limitare la trasmissione del calore. Riguarda porte tagliafuoco, solai, pareti che separano compartimenti. È una prestazione di sistema, misurata nel tempo.

La reazione al fuoco — le Euroclassi, da A1 a F — descrive invece quanto un materiale partecipa all’incendio: se e quanto brucia, quanto fumo produce, se rilascia gocce incendiate. Riguarda i materiali esposti nell’ambiente: rivestimenti, pavimenti, tendaggi, controsoffitti.

Un rivestimento a parete come IconicWall appartiene alla seconda famiglia. Non è un elemento compartimentante e non ha una classe REI: la domanda corretta da porgli è quanto contribuisce alla propagazione, non per quanti minuti resiste.

Come si legge una Euroclasse

La classificazione europea, definita dalla norma EN 13501-1, si scrive con tre indicazioni affiancate. Un esempio: B-s1,d0.

  • La lettera indica il contributo alla combustione, da A1 — incombustibile — fino a F. A2 e B identificano materiali a contributo molto limitato.
  • s come smoke: la produzione di fumo, da s1 (bassissima) a s3. Negli ambienti dove le persone devono potersi allontanare è spesso il parametro che pesa di più.
  • d come droplets: il rilascio di gocce o particelle incendiate, da d0 (nessuna) a d2.

Leggere solo la lettera e ignorare gli indici è l’errore più comune: due materiali entrambi in classe B possono comportarsi in modo molto diverso rispetto al fumo, che negli ambienti affollati è il primo problema.

Cosa dichiara il produttore delle finiture

Le finiture decorative impiegate sui pannelli IconicWall sono 3M™ DI-NOC™. La loro prestazione al fuoco non la dichiariamo noi: la dichiara 3M nella propria Dichiarazione di Prestazione, emessa ai sensi del Regolamento UE 305/2011 e liberamente consultabile.

Estratto dalla Dichiarazione di Prestazione n. 3M DI-NOC-8 del 5 marzo 2025, norma armonizzata EN 15102:2007+A1:2011. Il documento integrale è scaricabile dalla pagina Documentazione.
CaratteristicaPrestazione dichiarataNorma di prova
Reazione al fuocoClasse B-s1,d0EN 13501-1:2019-05
Rilascio di formaldeidepassedEN 12149:1997
Rilascio di sostanze pericolosepassedEN 12149:1997
Assorbimento acusticonessuna prestazione determinata
Resistenza termicanessuna prestazione determinata

Due precisazioni che conviene leggere prima di riportare il dato in un capitolato. La dichiarazione copre le serie elencate nel documento e ne esclude espressamente i codici con suffisso EX e DG: se la finitura scelta appartiene a quelle famiglie, il dato non si applica. E l’uso previsto dichiarato è quello per applicazioni interne.

I pannelli su cui la finitura viene applicata sono in acciaio zincato: materiale incombustibile, classe A1, il gradino più alto della scala.

Consulta la Dichiarazione di Prestazione 3M

Il prodotto e l’assieme non sono la stessa cosa

La dichiarazione qui sopra riguarda la finitura come prodotto. Un materiale viene infatti classificato in condizioni di prova definite, che comprendono il supporto su cui è applicato. Cambiando supporto, il comportamento al fuoco dell’insieme può cambiare: per questo la classificazione di una finitura come prodotto e quella della stessa finitura applicata su un determinato substrato sono due documenti distinti.

È una distinzione che nella pratica progettuale fa la differenza. Un capitolato può richiedere una classe riferita al rivestimento nel suo insieme, così come sarà effettivamente installato — e in quel caso la classe del solo film decorativo non è la risposta.

La classificazione riferita all’assieme installato viene predisposta sulla specifica combinazione richiesta dal progetto. Se il capitolato richiede una classe riferita all’assieme e non ai singoli componenti, è opportuno segnalarlo in fase di progetto, così da concordare per tempo documentazione e modalità.

Anticiparlo non è una formalità: è ciò che evita di scoprire un requisito documentale quando il progetto è già in corso d’opera.

Cosa non possiamo dirvi noi

Quale classe serva in un determinato ambiente, e se debba essere riferita ai componenti o all’assieme, non lo stabilisce il produttore del rivestimento. Lo definiscono la progettazione antincendio dell’opera e il capitolato, in relazione alla destinazione d’uso, all’affollamento, alle vie di esodo e al quadro normativo applicabile a quel caso specifico.

Il nostro compito è fornire in modo chiaro e tempestivo la documentazione delle prestazioni. La verifica di conformità al progetto spetta al professionista incaricato.

Le domande da porre, in fase di progetto

  • quale classe di reazione al fuoco richiede il capitolato per i rivestimenti a parete di quell’ambiente;
  • se la classe deve essere riferita ai singoli componenti o all’assieme installato;
  • quali indici di fumo e gocciolamento sono richiesti, oltre alla lettera;
  • quale documentazione va allegata e in quale fase viene verificata;
  • se la famiglia di finiture scelta è già coperta o va predisposta.

Le prime quattro sono domande per il tecnico antincendio del progetto. L’ultima è una domanda per noi, e conviene farla presto.

La scheda tecnica di sistema riporta le classificazioni dei componenti, i materiali impiegati e i dati tecnici dichiarati. Non è pubblicata sul sito: si richiede indicando progetto e destinazione d’uso.

Richiedi la documentazione tecnica