Questa pagina mette i numeri uno accanto all’altro e spiega quando contano davvero. Non tutti i progetti hanno un problema di peso: se state rivestendo una parete divisoria in muratura al piano terra di un edificio nuovo, potete ignorare l’intera tabella. Ma se lavorate su un solaio esistente, in un edificio tutelato, o su camere d’albergo dove ogni centimetro moltiplica per il numero di stanze, i numeri decidono. Fa parte della guida su come rivestire una parete senza demolire.
Ogni riga dichiara l’ipotesi da cui nasce il valore, così il conto si può rifare. I pesi delle soluzioni tradizionali dipendono dalla stratigrafia scelta: cambiando spessore o essenza cambiano anche loro, e vanno verificati sul prodotto specifico.
I numeri
Il peso di IconicWall dipende dal formato dei pannelli: il valore finale di progetto si calcola su distinta componenti, non a stima. I pannelli in acciaio zincato pesano 7,85 kg/m² nello spessore 10/10 e 11,78 kg/m² nel 15/10; il resto è struttura, fissaggi e finitura.
Undici millimetri che cambiano il confronto
Guardando solo la colonna del peso, la lastra di cartongesso incollata vince: dieci chili al metro quadro, meno di qualunque altra soluzione. Ma quella lastra è aderente al muro, e dietro non c’è niente. Per portare un cavo a una TV appesa, o l’alimentazione a una luce, servono tracce nella muratura: demolizione, polvere, ripristino.
Per avere uno spazio in cui far passare gli impianti bisogna salire alla controparete con orditura. A quel punto però si pagano 75–100 mm di stanza e il doppio del peso.
I 15 mm di IconicWall non sono solo pannello: dentro c’è un’intercapedine tecnica di 11 mm che accoglie cavi e alimentazione a 24V dei moduli luminosi. È la ragione per cui una parete attrezzata con luce integrata può nascere su un muro esistente senza aprirlo, e per cui una presa o uno schermo possono essere spostati in seguito senza tornare in cantiere.
Messa così, la tabella dice una cosa sola: è l’unica soluzione dell’elenco a essere insieme sottile e attraversabile. Le altre scelgono l’una o l’altra. I moduli e le loro dimensioni standard sono descritti nella pagina dedicata al sistema.
Quando il peso è un vincolo vero
Nella maggior parte dei progetti residenziali il peso di un rivestimento non è un problema. Diventa un problema in quattro situazioni ricorrenti.
- Contropareti in cartongesso già esistenti. È il caso più frequente e il meno considerato. Una parete in cartongesso ha una portata limitata e già impegnata da quello che vi è appeso. Aggiungere 30 o 40 kg/m² significa rifare l’orditura; aggiungerne 14 spesso no.
- Solai e strutture esistenti. Nelle ristrutturazioni di edifici datati il carico permanente aggiuntivo va dichiarato e verificato. La differenza fra 15 e 45 kg/m², moltiplicata per le superfici in gioco, cambia la natura della verifica strutturale.
- Edifici tutelati. Dove i fissaggi devono essere pochi, leggeri e reversibili, un sistema più leggero riduce il numero di punti di ancoraggio necessari.
- Interventi su molti piani. In un albergo su tredici piani il peso non è un numero per parete: è un totale che entra nel computo e nella logistica di cantiere.
Quando lo spessore diventa metri quadri
Lo spessore si sottovaluta perché sembra piccolo. Poi si moltiplica.
Una camera d’albergo larga 3,50 metri con due pareti rivestite in controparete da 80 mm perde 16 centimetri di larghezza. Non sembra molto, finché non lo si confronta con i 3 centimetri dello stesso intervento a 15 mm per lato — e finché non si moltiplica per il numero di camere, che è il modo in cui un albergo ragiona su qualsiasi cosa.
Nei negozi il calcolo è ancora più diretto. Ogni centimetro sottratto al perimetro è esposizione in meno, e in una via centrale il metro quadro commerciale ha un valore che rende trascurabile qualunque risparmio sul rivestimento. I contesti d’uso sono raccolti nella pagina applicazioni.
Il numero che le tabelle non dicono
Peso e spessore si misurano il giorno della posa. C’è però una grandezza che si manifesta solo dopo, e che nessuna scheda tecnica sa esprimere in chilogrammi o millimetri: cosa costa cambiare idea.
Una boiserie è un pezzo unico progettato per un ambiente. Se fra cinque anni l’ambiente cambia destinazione, o semplicemente stanca, la boiserie si smonta e si sostituisce per intero. Una controparete in cartongesso, per cambiare finitura, si rivernicia o si ricopre; per cambiarne la geometria si demolisce.
Un sistema modulare separa la struttura dalla superficie: la prima resta, la seconda si sostituisce. Ogni pannello IconicWall è rimovibile singolarmente, senza utensili e senza intervenire su quelli adiacenti. Il costo di un aggiornamento futuro non è quello di un nuovo intervento, ma quello dei pannelli che si decide di cambiare — scelti fra le finiture disponibili.
È un argomento che pesa poco in una casa privata e moltissimo in un albergo, dove il rinnovo delle camere ha una cadenza nota e un budget ricorrente.
Quando conviene qualcos’altro
Un confronto onesto dice anche dove non siamo la risposta giusta.
La boiserie tradizionale resta insuperata quando il valore sta nel pezzo unico: essenze pregiate, intagli, sagome curve, un lavoro di ebanisteria che nasce per quello spazio e non deve cambiare mai. Se il progetto chiede quello, chiede una boiserie.
La controparete in cartongesso è la scelta corretta quando il compito non è rivestire ma costruire: creare volumi, raddrizzare geometrie molto irregolari, nascondere impianti di grosso diametro, o ottenere un isolamento acustico certificato fra due ambienti. Un rivestimento sottile non fa nessuna di queste cose.
Sul punto acustico vale una nota di trasparenza: la prestazione fonoisolante del sistema IconicWall non è a oggi determinata da prove di laboratorio. L’intercapedine tecnica può accogliere materiale fonoassorbente su specifica di progetto, ma se il capitolato richiede un valore certificato, quel valore oggi non possiamo fornirlo.
Cosa verificare sul vostro progetto
- su cosa si monta: muratura piena, forata, cartongesso o legno cambiano tasselli e passi di fissaggio;
- se il supporto è già una controparete, qual è la portata residua dichiarata;
- quanto è fuori piombo il muro esistente: le irregolarità si compensano in posa con spessoramento, senza opere preliminari, ma vanno rilevate prima;
- se servono moduli luminosi, dove passa l’alimentazione e dove può stare il trasformatore;
- se il capitolato richiede una classe di reazione al fuoco riferita all’assieme installato e non ai singoli componenti.
La scheda tecnica di sistema riporta prerequisiti del supporto, passi di fissaggio, dimensioni dei moduli e dati tecnici dichiarati. Non è pubblicata sul sito: si richiede indicando progetto e destinazione d’uso.
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